lunedì 27 agosto 2012

1 giorno di lavoro: traumi attutiti

Il primo giorno di lavoro è sempre traumatico, dopo tre settimane di crogiolamenti, rilassamenti e menti spente! Ma, per fortuna, ci sono piccole carezze mattutine: ritrovare i propri colleghi, fare ordine tra le mail e sulla scrivania (già ordinata ma non si sa mai, un nuovo ordine non fa mai male!). Ho ricevuto una stecca di cannella grossa come un ramo(!) e un bellissimo libro in inglese sull'ayurveda per le donne. Poi saluti e risate e una tazza di the da "masticare" lentamente con le gallette di riso. Eh sì, perchè oggi è l'ottavo giorno del regime numero 7. Non è facile quandi si è a contatto con altra gente, districarsi tra inviti, uscite e venire a capo di un pasto quando la dispensa piange un po'. Ma, per fortuna, la mia era piena di cereali! Ieri couscous con un mestolino di miso. Poi pasta integrale al gomasio, so che non dovevo perhcè è industriale però uno strappetto ala regola era un giusto compromesso per riuscire a cenare ad un orario umano dopo un bel giro in moto!
Oggi la crema di riso mi ha riportata al mondo dopo aver dormito molto poco, sarà per il the bevuto in montagna? Ma non c'era altro che potessi/volessi prendere!
Mi sono accorta che, dopo tanto tempo, finalmente ho appetito appena mi sveglio,il che vuol dire che ho digerito bene e mangiato il giusto a cena. Poi dopo colazione non ho fame fino a pranzo, almeno per ora è andata bene, magari ho voglia di smangiucchiare. Allora mi sono portata le gallette di riso, non il gomasio se no seminavo sesamo dappertutto.
La pulizia dei reni dovrebbe essere completata, così mi pare, non avendo avuto più dolorini alla schiena o altri sintomi correlati. Staremo a vedere come andranno questi due ultimi giorni. Magari stasera mi rifaccio un pane Oshawa, magari fatto meglio e in quantità giusta.
Da giovedì incomincerò a inserire nuovamente verdure e legumi gradualmente e porterò avanti la corsa, spero di mattina così la giornata parte bene e, soprattutto, sarà più efficace l'allenamento.
Servo e me ne vado (a cercare di lavorare!)
Chloeugi

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